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Inizia il Festival del Cinema Ebraico!

La sera del 3 novembre al Polin (Museo della Storia degli Ebrei Polacchi) si è aperta la dodicesima edizione del Warsawski Festiwal Filmow O Tematyce Zidowskiej- ossia, il Festival di Varsavia dei Film a Tematica ebraica.
La prima edizione del festival si è svolta nel 2003, e aveva in programma solo 13 film; nel corso  degli anni il programma si è ampliato sempre più,  fino ad arrivare all’edizione attuale che presenta circa 45 film provenienti da tutte le parti del mondo.
L’edizione di quest’anno è dedicata a Claude Lanzmann, regista belga autore del monumentale film Shoah nonché di Pourquoi Israel , il primo film, secondo la critica, a dare un’immagine non manichea di Israele.

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Lo spirito del festival,  come rimarcato dagli organizzatori nella cerimonia di apertura,  è di manifestare la cultura e la visione del mondo ebraiche in tutte le sue sfaccettature: per questo motivo i film selezionati affrontano una varietà di tematiche estremamente ampie.
Ricca è,  naturalmente, la serie di film dedicata all’Olocausto, che viene ripercorso attraverso documentari, testimonianze,  ma anche cortometraggi e film di narrazione.
Si affronta poi la serie di questioni legate a  Israele,  con film che raccontano non solo la storia della sua formazione,  ma anche storie di vita quotidiana delle persone che ci abitano e vicende legate al conflitto istraelo-palestinese.
C’è, infine, una serie di film estremamente eterogenei, uniti dal fatto che rappresentano vari quadri della vita ebraica contemporanea: a questa categoria appartiene il film che ha aperto ieri il festival, ” The Angriest Man in Brooklyn” , l’ultimo film di Robin Williams. Qui la tematica ebraica è in realtà abbastanza sottotraccia.  Henry Altmann è,  per l’appunto,  l’uomo più iracondo di Brooklyn quando la dottoressa Sharon Gill gli diagnostica un aneurisma cerebrale, e  gli comunica impulsivamente che gli rimangono da vivere solo 90 minuti.
Altmann comincia quindi una tragicomica corsa contro il tempo per cercare di rimediare gli errori commessi durante la sua vita, riappacificandosi con la moglie e il figlio. Allo stesso tempo, Sharon lo cerca per tutta la città per cercare a sua volta di rimediare alla sua imprudenza e di riportarlo in ospedale.
“The Angriest Man in Brooklyn ” è il remake del film Mar Baum del regista israeliano Assi Dayan,  e per questo motivo probabilmente è stato scelto come film d’apertura del festival, oltre che per compiere un omaggio alla memoria del grande attore.
Gli elementi ebraici si colgono sicuramente meglio guardando il film in originale, come ho avuto occasione di fare io: difatti,  una parte dei dialoghi comici si svolgono attraverso una sapida lingua inglese con elementi yiddish: c’è da chiedersi come termini quali “schmuck”-in yiddish, letteralmente, “pene”, ma che nello slang americano viene utilizzato per inficiare uno “stupido” o “strano”- sia stato reso in italiano. Al di là di questo, il film è decisamente godibile, e stempera bene tra loro le diverse  sfumature della comicità, lasciando che l’amaro  e il dolce della vita si susseguano naturalmente.