The Krakow Ghetto Pharmacy

“Il destino aveva collocato la farmacia Pod Orłem ( “All’insegna dell’aquila”) proprio nel cuore del ghetto, dove assistette alle deportazioni inumane, agli orrendi crimini e alla degradazione senza fine della dignità umana perpetrati dai Nazisti”
Il 3 marzo del 1941 il giornale “Krakauer Zeitung” annuncia l’apertura di un ghetto ebraico per “ragioni sanitarie e di sicurezza”. l’area designata è nel distretto di Podgórze, e nella sua prima fase includerà trecento venti caseggiati e una popolazione di seicento abitanti.
Nel distretto si trovano quattro farmacie,ma l’unica ad essere inclusa nei confini del futuro ghetto è quella di Tadeusz Pankiewicz, “Pod Orłem”. La data prevista per l’abbandono di quel settore da parte dei non ebrei è il 20 marzo: ma per qualche tempo la peculiare situazione della farmacia sfugge agli occhi delle autorità tedesche. Quando la discrepanza viene notata, Pankiewicz riceve l’offerta di rilevare un’altra farmacia, fuori dai confini del ghetto, che è stata sequestrata a una famiglia ebrea, ma il farmacista la rifiuta, legando il suo destino a quello del ghetto e dei suoi abitanti. Per tutta l’esistenza del ghetto, “Pod Orłem” sarà un rifugio, un punto di incontro, il posto dove cercare riparo e aiuto durante le deportazioni e dove avere informazioni sui propri cari e amici dopo i rastrellamenti.
Mappa del ghetto di Cracovia
Mappa del ghetto di Cracovia
“All’inizio del 1941, si sentiva parlare sempre più spesso della creazione di un ghetto”. Pankiewicz comincia così la sua narrazione, prendendoci per mano e facendoci respirare direttamente l’atmosfera irreale dell’inizio dell’incubo. Con l’apertura del ghetto lo storico quartiere ebreo di Kazimierz si spopola, ridotto a un deserto senza più identità.
“Il volto di Kazimierz cambiava giorno dopo giorno; il suo carattere, formatosi in centinaia di anni, cominciava a scomparire: Tra coloro che se andavano c’erano famiglie che si erano stabilite nel quartiere da secoli.  Chiudevano negozi, ristoranti e luoghi di culto, su cui il tempo aveva inciso le proprie tracce. Le originali e caratteristiche immagini scomparivano dalle strade del vecchio Kazimierz. Non si sarebbero più visti ebrei barbuti, con i cernecchi, vestiti di gabardine nera, con lo yarmulke , il feltro o cappelli di pelliccia di volpe camminare per la piazza o chiacchierare gli angoli delle strade, gesticolando in quel loro modo caratteristico. (…) Non si potevano più acquistare merci nelle ore tarde, anche se prima era facile ottenerle dai negozianti che sedevano davanti ai loro negozi chiusi”.
Dopo la Pasqua Ebraica, il ghetto si chiude sui suoi abitanti: ai confini spuntano macabri muri, foggiati nello stile delle lapidi ebree.

I muri che chiudevano il ghetto.
I muri del ghetto
Da quel momento in poi, potranno uscire dal ghetto solo coloro che sono muniti di uno speciale permesso, e ottenerlo diventerà via via sempre più difficile.
I muri lasceranno posto al filo spinato, e il ghetto diventerà sempre più piccolo, deportazione dopo deportazione.
Con il suo stile secco e preciso, Pankiewicz ci tiene ben stretti per le spalle e ci costringe a guardare in faccia l’orrore dalla finestra della farmacia, mentre piano piano ogni traccia di vita reale si sgretola, e la realtà diventa un incubo senza fine. La testimonianza del farmacista è uno spietato resoconto dei peggiori istinti umani.Spietato sopratutto per noi lettori, perchè non c’è via di fuga,siamo costretti a riconoscere che la morte che cammina per le strade ha  forma umana:
” Mentre guardavo dalla finestra della farmacia, vidi l’agitazione cessare di colpo. Nessuno gridava, c’era un silenzio mortale. Tutti si fermarono e si misero a guardare in direzione di Ulica Targowa. ” Qualcuno sta passando per quella via, qualcuno di terrificante”- pensai. E infatti, apparve Amon Goth, un uomo alto, attraente, di circa quarant’anni, con gli occhi blu, una testa ben proporzionata, un corpo possente e gambe snelle. Indossava un lungo cappotto di cuoio nero, e aveva due enormi cani ai suoi fianchi; in una mano teneva una frusta, nell’altra un fucile automatico” ( pg.227)
Amon Goth fu SS-Hauptsturmführer( capitano) e comandante del capo di concentramento Płaszów vicino a Cracovia. Fu giustiziato a Cracovia il 13 settembre 1946.
Amon Goth fu SS-Hauptsturmführer( capitano) e comandante del capo di concentramento Płaszów vicino a Cracovia. Fu giustiziato a Cracovia il 13 settembre 1946.

Le pagine di Pankiewicz sono un doppio specchio della natura umana, e siamo noi a dover scegliere quale riflesso guardare: perchè, fianco a fianco all’orrore e alla violenza, troviamo chi si oppone ad esse non solo con atti di straordinario eroismo, ma anche solo con il semplice rifiuto di venire ridotto alla semplice sopravvivenza.                                                     Nel corso della lettura, assistiamo con il cuore in gola alla progressiva distruzione della dignità umana: mentre all’inizio del ghetto gli abitanti avevano potuto coltivare l’illusione di vivere un surrogato di vita normale ( erano stati aperti luoghi di culto, ospedali, un ufficio postale, i più giovani potevano seguire lezioni clandestine di studi ebraici o di materie secolari) piano piano tutte le luci vengono spente. Ma questa vittoria del buio non è mai totale: Pankiewicz ci racconta che ciò che faceva maggiormente infuriare i nazisti era il fatto che le loro vittime rifiutassero di chiedere pietà ai propri aguzzini.

Ora la farmacia è diventata un museo, per mai dimenticare. Perchè, come troviamo scritto nella Mishnah, “l’uomo è stato creato singolo al mondo per insegnare che chi distrugge un anima ( nefesh) è come se distruggesse il mondo intero, chi salva un’anima è come se salvasse il mondo intero”

La farmacia di Tadeusz Pankiewicz
La farmacia di Tadeusz Pankiewicz
Tadeusz Pankiewicz nella farmacia con il suo staff: Helena  Krywaniuk, Aurelia Danek-Czortowa, Irena Droździkowska
Tadeusz Pankiewicz nella farmacia con il suo staff: Helena Krywaniuk, Aurelia Danek-Czortowa, Irena Droździkowska

 

                              

 

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2 pensieri su “The Krakow Ghetto Pharmacy

  1. Buongiorno,
    sono stata recentemente a Cracovia e mi piacerebbe leggere il libro “La farmacia del ghetto di Cracovia”(possibilmnete in italiano) ma non riesco a trovarlo.
    Può indicarmi l’editore o una libreria dove trovarlo?
    La ringrazio.

    1. Innanzitutto mi scuso per il grande ritardo con cui le rispondo, ultimamente sono stata senza connessione internet. Come ho letto il suo messaggio ho fatto una piccola ricerca sia su internet che sulle biblioteche della mia università, purtroppo senza risultati. Io l’avevo letto su una edizione in lingua inglese che avevo acquistato a Varsavia.
      Purtroppo in Italia c’è scarsissima attenzione per la letteratura polacca.
      Le scriverò nuovamente se riesco a reperire qualche informazione che le può essere utile.

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